
L’altro giorno ai colloqui un genitore, convinto forse di compiacermi, dopo essersi scusato per il comportamento in classe del figlio, nel congedarsi mi disse che lui mai e poi mai avrebbe fatto l’insegnante, nemmeno per tutto l’oro del mondo, figurarsi poi per il magro stipendio che oggi viene riconosciuto ai docenti in Italia.
Oggi, durante la verifica, c’è stato un momento in cui tutti i quattordici alunni presenti erano seriamente coinvolti nella verifica e ho ripensato a quel genitore e mi son chiesta “può essere questa la ricompensa?”.
Immersa in quest’aura magica, col pensiero ho traslato questi dieci minuti di estasi fino a farli diventare sessanta e poi con un ulteriore sforzo farli arrivare a novanta, tanti quanto la durata che la verifica prevedeva.
In effetti novanta minuti in tale armonia, con tanto di impegno e serietà da molto non si respirava in aula e ho fatto pure delle ipotesi: ammettendo che tutti gli alunni abbiano partecipato con spirito volitivo alle lezioni (ahimè, ho qualche dubbio), ammettendo pure che abbiano rielaborato ognuno per conto proprio l’argomento (ahimè, qui ho diversi dubbi) e ammettendo, infine, che abbiano svolto quel minimo di esercizi assegnati, indispensabili per la memorizzazione (ahimè, e qui ho solo certezze), ne consegue che la verifica non può che essere un successo: per cui la giornata di oggi sarà una giornata da ricordare. (continua...)
Ultimo aggiornamento Domenica 22 Aprile 2012 23:45
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